Laboratorio aperto a tutti in cui gamification, arte, e danza si uniscono per indagare sentimenti ed emozioni tra story-telling, realizzazione di opere grafico-pittoriche e sequenze danzate.

GAMIFICATION

L’uomo è un animale giocante. È anche però l’unico animale che smette di giocare quando diviene adulto. Le dinamiche ludiche però ci possono aiutare a esplorare in maniera alternativa temi cari all’educazione, alla formazione e allo sviluppo di abilità utili nel mondo delle relazioni. L’ambiente protetto che si va a costituire nell’atto del gioco è privo di giudizi, un luogo dove anche la sconfitta non è carica di conseguenze, ma vero momento di apprendimento. Le forme di gioco che più si adeguano alla gamification sono i giochi da tavola e i giochi di ruolo: aiutano a scoprire le proprie abilità, prendendo coscienza delle proprie competenze e capacità. Ma attenzione, giocare è una cosa seria! Ogni lezione è una sfida, che va preparata con cura. Ogni incontro va modulato tarandolo sulla base della composizione del gruppo di partecipanti, ma non solo. Lo stimolante impegno è quello di riuscire a modificare in corso d’opera l’esperienza sulla base delle risposte e dei feedback che vengono regalati.

ARTE

Sono noti e condivisi gli effetti benefici che l’arte infonde in chi la fruisce. Ma il linguaggio artistico favorisce anche l’espressione del mondo interno di chi crea l’opera, attraverso la realizzazione  di un oggetto tangibile, sia esso grafico o pittorico, libero perchè non vincolato alle regole che per esempio caratterizzano il linguaggio. Utilizzando un linguaggio simbolico e non verbale, l’arte permette di rendere più accessibili i propri vissuti e a volte anche a riconoscerli e a misurarcisi, perché quando si prende in mano una matita o un pennello o qualunque altro strumento non si sa bene cosa si produrrà; si lasciano fluire i sentimenti le emozioni e saranno loro a guidare la nostra mano e a operare delle scelte. Il disegno è quindi sia strumento di comunicazione che di conoscenza.

DANZA

La danza appartiene a tutti;  se usciamo dallo stereotipo della danza classica che è forse l’esempio primo che ci viene in mente, se risaliamo indietro nel tempo e collochiamo la danza nella comunità, vediamo che  è nata come ritualità sia in ambito sacro che profano e che le sue modalità sono state riprese dalle attività quotidiane;  nel senso che i gesti del lavoro, i gesti delle attività di ogni giorno sono il materiale che compone le danze delle popolazioni primitive, ma possiamo anche pensare al grande esempio della post modern dance in cui, una volta tolte tutte le sovrastrutture degli accademismi e delle tecniche, si andarono a osservare i movimenti per le strade, nelle fabbriche per avere materiali di movimento su cui lavorare. Vediamo anche che da sempre la danza ha esplicato una funzione aggregativa e di riconoscimento. Il danzare ha anche un altro grande potenziale che è invece legato all’individuo: la riconnessione tra l’aspetto motorio e l’aspetto creativo che è in definitiva la riconnessione tra le parti di cui ogni essere umano è composto: corpo, mente, spirito. Una parte di questa attività è quindi dedicata a esercizi che possano riavvicinare i partecipanti alla consapevolezza del proprio corpo: pratiche energetiche, uso del respiro, scorrimento fra le grandi articolazioni, per arrivare poi alla parte creativa.

 

in collaborazione con ASUR - Area Vasta 2, La Rete del Sollievo, COOS Marche e con il patrocinio del Comune di Ancona

 


ogni mercoledì
16.30 - 18.30
Casa delle Culture - Ancona

 

 

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