La performance nasce dalla suggestione suscitata dagli scritti di Rachel Corrie, ragazza ventitreenne americana morta in Palestina, travolta da una ruspa mentre, come volontaria, cercava con il suo corpo di fare scudo per evitare la demolizione di una casa palestinese. Non vuole parlare del conflitto israelo-palestinese e di tutte le implicazioni che tale conflitto contiene, ma indagare cosa questa testimonianza lascia dentro di noi che rimaniamo.
E’ nota la vicenda di Rachel Corrie, ragazza americana di 23 anni morta in Palestina travolta da una ruspa mentre cercava con il suo corpo di fare scudo a una casa palestinese che stava per essere distrutta dall’esercito israeliano. Il testo teatrale che è stato tratto dai suoi scritti, dalle sue mail, dalle sue comunicazioni con i genitori, lascia emergere la figura di una ragazza desiderosa di misurarsi con la vita sentendosi forte e invincibile proprio in forza della sua gioventù e del suo essere americana. E’ lenta e straniante l’assunzione di una realtà in cui tutto è negato, persino la libertà di vedere il mare; è un continuo procedere verso la presa di coscienza di come la normalità della sua vita sia invece, in quei territori, un privilegio assoluto forse nemmeno sognato. L’idealismo iniziale si trasforma così a poco a poco nella determinazione molto più cosciente di una umanità che riconosce e difende l’umanità intorno a sé. Questo coraggio lucido è il suo lascito e la messa in scena parte proprio da qui. E’ lo sguardo dolente di chi resta, genitori, amici ma anche l’umanità tutta che guarda e sceglie tra l’indifferenza e l’assunzione di responsabilità, nella convinzione che il coraggio di uno può aprire la strada al coraggio di altri. Si è scelto di rendere il libro che contiene e racconta questa ragazza, personaggio principale della performance, ciò che ci coinvolge e che ci conforta nel ricordo ma da cui anche vorremmo prendere le distanze perché scomodo, ingombrante, specchio della nostra indifferenza, del nostro non schierarci e non impegnarci.
ideazione allestimento danza
STEFANIA ZEPPONI
voce recitante
SELENE CASCIOTTA
musiche
VENETIAN SNARES
produzione HEXPERIMENTA
con la partecipazione di Viviana Falcioni Selene Casciotta Silvia Manoni Clementina Verrocchio
Il segno
di un’assenza
nel dolore
nel coraggio che permette altro coraggio
in ciò che resta in noi che restiamo.